Funerali Mazzola, l’ultimo saluto tra cori, fumogeni e commozione

Funerali Mazzola, l’ultimo saluto tra cori, fumogeni e commozione

Milano ha salutato Sandro Mazzola tra il dolore della famiglia, il silenzio della basilica e la voce appassionata dei tifosi. La bandiera nerazzurra è scomparsa venerdì sera a 83 anni, dopo una lunga malattia. Nella Basilica di Sant’Ambrogio i posti erano limitati e, per volontà della famiglia, erano vietate telecamere, macchine fotografiche e immagini realizzate con gli smartphone.

Alle 14,45 la città si è raccolta per onorare una delle sue glorie calcistiche più rappresentative. Il sindaco Beppe Sala ha proclamato il lutto cittadino: in tutte le sedi comunali le bandiere civiche sono state esposte a mezz’asta. Lutto cittadino anche a Vedano al Lambro, dove Mazzola viveva. La funzione è stata celebrata da monsignor Carlo Faccendini, abate di Sant’Ambrogio.

Funerali Mazzola, l’ultimo saluto tra cori, fumogeni e commozione

Già un’ora prima dell’inizio, il sagrato era pieno di tifosi con le magliette di Mazzola e il numero 8 sulla schiena, bandiere dell’Inter e striscioni dei fan club.

Funerali Mazzola, l’ultimo saluto tra cori, fumogeni e commozione

La curva Nord ha salutato il campione con lo striscione: “Il tuo nome resterà tra le pagine della nostra storia. Il tuo ricordo nel cuore della nostra curva. Ciao Sandro”.

Funerali Mazzola, l’ultimo saluto tra cori, fumogeni e commozione

Prima dell’arrivo del feretro sono state deposte le corone della Fifa, del suo presidente Gianni Infantino e del Comune di Milano. Alla cerimonia ha partecipato anche una delegazione del settore giovanile del Torino, la squadra in cui giocava Valentino Mazzola, padre di Sandro, morto nell’incidente di Superga. Fra gli ex compagni della Grande Inter era presente Aristide Guarneri.

Il feretro è arrivato mentre suonavano le campane. Sul sagrato, la piazza è sprofondata nel silenzio durante la benedizione della bara, sulla quale era appesa la maglia numero 8. I tifosi hanno continuato a intonare: “Sandro! Sandro!”.

Funerali Mazzola, l’ultimo saluto tra cori, fumogeni e commozione

In prima fila, accanto alla famiglia Mazzola, erano presenti il presidente emerito dell’Inter Massimo Moratti e il sindaco Beppe Sala. Al fianco dell’altare si trovavano i labari del Comune di Milano, della Regione Lombardia, della Figc, della Lega di Serie A, dell’Inter, del Milan e del Torino.

Durante l’omelia, il parroco ha ricordato l’infanzia segnata dalla perdita del padre Valentino, i primi calci all’oratorio di San Lorenzo e il legame con l’Inter, “come una mamma”. Ha quindi sottolineato “il fortissimo legame che Sandro Mazzola aveva con la sua famiglia, quella che si era creato, e che gli è stata vicina anche nel periodo della malattia, che il campione raccontava come la partita più difficile della sua vita. I suoi cari gli sono stati vicini fino al fischio finale”.

Beppe Bergomi ha letto le prime letture del Vangelo. Prima della messa aveva detto: “E' stata una persona per me importante, ha spinto per il mio esordio con Bersellini ed è stato quello che mi ha fatto il mio primo contratto e ha seguito tutto il mio percorso. Ma quello che mi piace sempre sottolineare di Sandro è che non era mai stata una persona divisiva, nonostante fosse la leggenda dell'Inter. E' stato veramente un grande campione”. E aveva aggiunto: “Sono quei campioni che non rappresentano una bandiera, ma sono campioni di tutti”.

Funerali Mazzola, l’ultimo saluto tra cori, fumogeni e commozione

Giovanni Carnevali e Ricky Massara, dirigenti della Juventus, sono stati accolti dagli applausi di una parte dei tifosi dell’Inter. Applausi anche per il presidente del Milan Paolo Scaroni e per Daniele Massaro. Il giorno precedente, durante Juventus-Atalanta, una parte della curva bianconera aveva voltato le spalle al campo senza rispettare il minuto di raccoglimento; la Juventus si era dissociata immediatamente da quel comportamento.

Giovanni Malagò ha ricordato: “Ricordo quando ero al mare, avevo dieci anni, per Italia-Germania 4-3, un piccolo televisore, ci siamo innamorati di quell'Italia e del calcio. Grazie Sandro”.

Il medico sociale dell’Inter Piero Volpi ha raccontato: “Mazzola l’ho sfidato da calciatore in un Lecco-Inter, e ho conosciuto il campione. Fuori dal campo, però ho conosciuto anche il grande uomo: insieme a lui e a Rivera abbiamo creato un’associazione di calciatori per aiutare nella loro gestione i calciatori delle serie minori che non avevano le stesse possibilità di chi giocava nel calcio di vertice”.

Funerali Mazzola, l’ultimo saluto tra cori, fumogeni e commozione

Beppe Marotta ha dichiarato: “il nostro preciso dovere è continuare a fare vivere il club secondo i valori che persone come Mazzola ci hanno insegnato”. Ivan Ramiro Cordoba ha aggiunto: “Quando arrivava Mazzola alla Pinetina, per noi era un esempio. Insieme ai compagni della Grande Inter aveva fatto cose inarrivabili”.

In chiesa, Marotta ha ricordato Mazzola come l’uomo che trasformò la perdita del padre a sei anni nella forza di diventare se stesso. Ha parlato dei quattro scudetti, delle due Coppe dei Campioni e delle due reti segnate a Vienna contro il Real Madrid: “Era un mingherlino che ci faceva sentire campioni”. Ha ricordato anche l’amicizia con Gianni Rivera, fatta di sfida e rispetto, e la notte della seconda stella del derby dell’aprile 2024, vissuta da Mazzola da tifoso: “sento il cuore che batte forte”. Il messaggio si è chiuso così: “Certi uomini non se ne vanno, restano nelle notti di San Siro”.

Massimo Moratti, troppo emozionato per leggere personalmente il suo messaggio, ha affidato al parroco queste parole: “Hai suscitato entusiasmo e rispetto in tutti noi. Non ti scorderemo mai. Un bacio. Massimo Moratti”.

Al termine della messa, Enrico Ruggeri ha ricordato: “Il mio primo ricordo dell’infanzia, la partita Inter-Real, a casa di mie zie, quando segnò la doppia in Coppa Campioni. Anche il mio ricordo struggente alla mia prima a San Siro è stato un suo gol”.

Funerali Mazzola, l’ultimo saluto tra cori, fumogeni e commozione

Quando il feretro ha lasciato Sant’Ambrogio, gli applausi e i cori hanno travolto il sagrato. La curva Nord ha intonato “C’è solo l’Inter” e, mentre la bara si fermava vicino all’uscita, sono stati accesi fumogeni nerazzurri.

Funerali Mazzola, l’ultimo saluto tra cori, fumogeni e commozione

Il sindaco Sala ha ricordato Mazzola come l’uomo che “ha rappresentato al meglio lo spirito di Milano, la città del lavoro e del talento, quella che non molla mai”. Per lui, una sola maglia e un’unica fedeltà: “La indossavo come si indossa un’eredità, prima ancora di capire davvero cosa fosse il calcio”.

Funerali Mazzola, l’ultimo saluto tra cori, fumogeni e commozione

La città ha così accompagnato l’ultimo viaggio di una leggenda nerazzurra, stretta tra il ricordo del campione e quello dell’uomo che ha segnato intere generazioni.

Funerali Mazzola, l’ultimo saluto tra cori, fumogeni e commozione

Popolare