LONDRA — Le accuse di Charles Spencer, fratello di Lady Diana, hanno riaperto una frattura mai davvero sanata con re Carlo. Il conte pubblicherà il 22 settembre anche in Italia, per Mondadori, le sue memorie sulla principessa: una scelta che arriva a meno di un anno dal trentesimo anniversario della morte di Diana e che ha riportato alla luce vecchi rancori, contrasti familiari e nuove speculazioni sul ruolo di Harry.
Online c’è chi sostiene che Spencer abbia deciso di pubblicare ora le sue memorie esplosive su Lady D perché avrebbe bisogno di denaro dopo il recente matrimonio con la sua quarta moglie, l’archeologa norvegese Cat Jarman. Non è noto quale sia lo stato delle finanze del conte. Spencer ha però spiegato di voler finalmente raccontare la propria versione: “Voglio raccontare quello che so. È la prima volta che parlo così diffusamente”. E ha aggiunto: “Quello che ho rivelato è successo davvero: sono qui per dire la verità. Lo devo a mia sorella Diana”.

Il libro, inevitabilmente, potrebbe fruttare milioni al conte. Alcuni commentatori lo accusano quindi di ipocrisia, ricordando che in passato aveva assicurato di “non voler mai speculare sulla morte di mia sorella”. A pesare sono anche alcune lettere pubblicate dall’ex maggiordomo di Diana, Paul Burrell. In quei testi Charles criticava la sorella, prima negandole un alloggio nella tenuta di famiglia ad Althorp dopo la separazione da Carlo, poi rivolgendole commenti discutibili sui suoi disturbi alimentari e, probabilmente, psicologici.
Il contrasto colpisce ancora di più perché Diana era stata molto vicina al fratello durante l’infanzia, dopo che la loro madre Frances aveva lasciato il marito, il conte Edward John Spencer.

La possibile vendetta contro re Carlo affonderebbe le radici nella morte di Diana. Ai funerali del 1997, nell’abbazia di Westminster, Spencer pronunciò un discorso toccante ma pieno di frecciate alla famiglia reale. Disse che Diana era “parte del sangue di famiglia” e sostenne che William e Harry avrebbero dovuto essere “protetti”, non “semplicemente immersi nel dovere e nella tradizione” della monarchia.
Secondo quanto avrebbe poi raccontato lo stesso conte, gli Windsor lo avrebbero “escluso”. Carlo, dal canto suo, lo lasciò fuori dall’abbazia di Westminster durante la cerimonia di incoronazione del 2023. Un gesto che ha trasformato il risentimento privato in una rottura pubblica.

Spencer accusa Carlo di avere sminuito la morte di Diana. Secondo il suo racconto, il futuro re avrebbe detto: “Ce ne dimenticheremo presto, tranquillo”. E sarebbe apparso “euforico, come se avesse vinto alla lotteria”, mentre Diana “voleva suicidarsi dopo che il suo futuro marito le aveva confessato che non l’amava, poco prima del matrimonio”.
È difficile stabilire oggi sentenze definitive su quei giorni. È però evidente che i rapporti tra gli Spencer e i Windsor non sono mai stati semplici. Secondo l’ex ministro conservatore Michael Gove, la spiegazione va cercata nella storia: gli Spencer considererebbero la famiglia reale composta da “volgari parvenu”, mentre la loro casata sarebbe convinta di possedere un “puro sangue blu aristocratico”. Per questa ragione, il matrimonio di Diana con Carlo sarebbe stato visto dagli Spencer come un declassamento.

La rivalità ha radici profonde. Le dinastie Windsor e Spencer si sono intrecciate per secoli: il padre di Diana fu scudiero di re Giorgio VI, suo nonno era un caro amico del sovrano e Charles Spencer fu figlioccio della regina Elisabetta II. Ma la presenza degli Spencer in Inghilterra è ancora più antica di quella dei Windsor. Le origini della famiglia risalgono al 1469 e i suoi membri possedevano immense estensioni di terre e un ingente patrimonio. Nel 1603 Robert Spencer, allora considerato l’uomo più ricco d’Inghilterra, saldò i debiti di re Giacomo I ottenendo in cambio un titolo baronale.
Nel Settecento la famiglia si unì alla casata del duca di Marlborough, quando il sesto conte Spencer sposò Anne Churchill. Da quella unione nacque anche il ramo a cui sarebbe appartenuto Winston Churchill. Per generazioni, conti, visconti, duchi, baroni, cavalieri, lord, lady e parlamentari Spencer servirono i sovrani inglesi. Secondo la scrittrice Tina Brown, però, gli Spencer “servivano il monarca che sceglievano” e si consideravano “artefici dei re”, il potere dietro le quinte.

Nel 1980 Diana arrivò nella tenuta reale di Balmoral e conquistò la regina Elisabetta II. Un anno dopo sposò Carlo, allora erede al trono, diventando principessa del Galles. Diana è oggi sepolta nella tenuta di famiglia ad Althorp, nel Northamptonshire: una residenza di 90 stanze, con giardini ispirati a Versailles e una galleria che custodisce dipinti di Rubens, Van Dyck e Gainsborough.
Tra i ritratti figurano Georgiana, duchessa di Devonshire, e Sarah Churchill, prima duchessa di Marlborough. Anche Lady Cynthia Hamilton, nonna di Diana, fu immortalata dal pittore John Singer Sargent. Lady D non portò quindi soltanto il proprio volto nella monarchia contemporanea: portò con sé un’eredità costruita nel corso dei secoli, legata all’epoca dei Tudor e persino a una lontana parentela con Anna Bolena.

Resta infine la domanda su Harry. Il suo ritorno in Inghilterra, il 18 settembre, per gli Invictus Games dedicati ai mutilati di guerra, è stato oscurato dallo scontro tra lo zio e il padre. Harry viene considerato un possibile alleato di Charles Spencer nella contrapposizione alle regole e alle imposizioni della monarchia.
Il principe era tornato in Inghilterra due settimane prima insieme alla moglie Meghan e ai figli Archie e Lilibet, alimentando le speculazioni. Alcuni si sono chiesti che cosa stessero preparando Harry e Charles Spencer contro la famiglia reale. La risposta, per ora, resta sospesa tra vecchie ferite, coincidenze e un’alleanza soltanto ipotizzata.


